I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

“A NDÒ È JÌ, O’ SPUSALIZEJE? ”
Traduzione: “Dove devi andare, a un matrimonio?“.
Significato: Vestire elegantemente in occasioni particolari.
Curiosità: A Lucera, in occasione di un invito a un matrimonio, il primo pensiero corre ‘a tulètte (al vestito nuovo), cioè all’abito elegante da scegliere, pe nne scumbarì (per non fare brutta figura). Curiosità:A Lucera, un matrimonio ha sempre molti invitati. I numerosi parenti, quelli stretti, gli zii, i cugini sposati, fidanzati e non, che abitano a Lucera e venuti da lontano; poi i cumbare e i cumbarille (compari e figliocci), gli amici e i vicini di casa. Dopo la celebrazione del matrimonio, la cerimonia continua con l’aperitivo, all’aperto se possibile, e il pranzo che dura un’eternità. Quest’ultimo, fatto da tantissime portate, costringe a restare seduti a tavola per interminabili ore, fino al taglio della torta e alla consegna delle bomboniere. Se si tratta di cene serali, si può arrivare alle 2,00 per il taglio della torta. Queste cerimonie costano moltissimo e richiedono grandi sacrifici economici ai genitori degli sposi. Nonostante ciò, questa tradizione si mantiene perché il giorno del matrimonio è troppo importante e bello e non può essere scordato facilmente! Per tanti sposi, rimane l’emozionante tradizione della serenata della sera prima del matrimonio: una dichiarazione di amore pubblica che lo sposo fa alla futura moglie. Anche in questo campo alcuni aspetti caratteristici della tradizione sono scomparsi, mentre altri modelli e stili culturali, che non ci appartengono, stanno prendendo il sopravvento.
Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca