Carissimi, con il Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima, un tempo forte, penitenziale di vera conversione che ci prepara alla Pasqua. Questo itinerario ci conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore. Questo tempo di quaranta giorni richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto, quando fu condotto dallo Spirito, i quaranta i giorni del diluvio universale, i quaranta giorni passati da Mosè sul monte Sinai, quaranta gli anni in cui il popolo di Israele peregrina nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa, quaranta i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb, quaranta i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona, e quaranta i giorni che passano dalla risurrezione all’Ascensione.
Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei Venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni) per vincere «le nostre passioni» ed elevare «lo spirito». Durante la celebrazione sacerdote impone sul capo dei fedeli le ceneri ricavate dalle palme bruciando i rami d’ulivo nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. Imponendo le ceneri sul capo dei fedeli il sacerdote dice: «Convertitevi e credete al Vangelo» , un alla conversione che significa cambiare direzione nel cammino della vita e andare controcorrente.
I segni: digiuno, elemosina, preghiera.
Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima come Gesù stesso lo spiega nel Vangelo.Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. Esso, è legato poi all’elemosina. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone, diceva San Leone Magno. La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera e come diceva Sant’Agostino: “il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera” che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere.
VANGELO (Mt 6,1-6.16-18)
Gesù nel Vangelo odierno, parla dell’elemosina, la preghiera e il digiuno, le tre opere di pietà dei giudei ma allo stesso modo critica il loro modo di praticare, cioè non con pietà ma solo per essere visti dagli uomini. Invece, se facciamo col cuore Dio ci ricompenserà nel segreto: “Tuo Padre che vede nel segreto ti ricompenserà”. Con tali parole vuole invitarci ad arrivare sempre più al cuore del Padre suo.
Buona Quaresima,
Vostro don Arturo