In passato si narravano diverse storie popolari animate da spiriti e presenze soprannaturali (L’OMBRE) che infestavano certe zone del paese, e alcuni antichi palazzi di Lucera o si manifestano in particolari situazioni , dando seguito a strani fenomeni. Il sospetto sinistro che colpiva queste zone o palazzi sorgeva per il al fatto che lì qualcuno era morto di morte violenta : un suicidio, un omicidio, un amore finito tragicamente. Allora nascevano leggende, miti, credenze varie, fatte di spiriti, che colpivano l’immaginario popolare.
Maríja Cappotte è un personaggio un po’ controverso perché secondo una versione era il nome di una donna, vittima di un omicidio, trovata morta lungo i pendii del colle della Villa Comunale (abbassce i coppe); un’altra versione parlava di una donna affogata; mentre molti ritenevano che si trattasse di una invenzione della fantasia popolare, quindi di un personaggio mai esistito. Quello che accumunava nel racconto popolare le tre versioni è che si trattava dello spirito (l’ombre) di una donna altissima la quale, durante i forti temporali, usciva dalle pozzanghere (lavarúne) per far paura ai bambini. Infatti la storiella era raccontata per far dormire i bambini che non riuscivano a prendere sonno.
Inoltre, nella tombola lucerina il classico significato assegnato al nr.48, “morto che parla, diventava: “QUARANDÒTTE U PANDASME DE MARÍJA CAPPOTTE”, = quarantotto il fantasma di Maria Cappotte.