La transumanza ha rappresentato per secoli un fenomeno di grande importanza sia per l’economia abruzzese e molisana, sia per quella pugliese, con risvolti significativi anche sul piano sociale e culturale. Infatti fino alla metà del Novecento, alla prima comparsa del freddo autunnale, attraverso una fitta rete di tratturi, migliaia di greggi si dirigevano dalle montagne dell’Abruzzo e del Molise, verso i miti pascoli pugliesi. L’origine di questa pratica era legata alla necessità di garantire alle greggi disponibilità di foraggio fresco per tutto l’anno, d’inverno nelle pianure costiere verdeggianti e d’estate nell’entroterra montano ricco di pascoli. I tratturi erano piste, terrose o pietrose, formatasi per effetto proprio dei periodici spostamenti di tante greggi.
Per raggiungere Lucera dagli alpeggi, i pastori utilizzavano, soprattutto, il Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera che con i suoi 127 km di lunghezza era il più breve dei Regi Tratturi.
La vita quotidiana dei pastori abruzzesi e molisani nel periodo della transumanza, lontani dalla famiglia e dal proprio paese, non trascorreva certamente nel lusso, anzi era loro abitudine risparmiare su tutto, mangiando lo stretto necessario, seguendo una dieta spartana. Si racconta che la dieta consisteva nel pane strisciato diverse volte sopra “a sarache” (aringa salata) appesa per dare odore al pane stesso, con l’aggiunta, successivamente, di un filo di olio. Da qui il modo di dire FAJE CÚM’A SARACHE U BBRUZZÉSE, NU POCHE OGGE, NU POCHE CRÁJE cioè mangiare qualcosa un po’ alla volta, con grande parsimonia, in quantità piccolissime. La conseguenza era che avevano sempre fame e se erano invitati a pranzo o a cena, ingoiavano tutto come un pozzo senza fine. Da qui l’altra locuzione CH’AMMA SBUTTÀ I BBRUZZÍSE? , per indicare che si è esagerato nelle portate preparate.
All’approssimarsi dell’estate, essi risalivano, seguendo lo stesso percorso, verso le loro montagne Oggi, la transumanza è una pratica scomparsa e quello che resta dei tratturi è stato valorizzato per fini ecologici-ambientali.