Nei tempi passati, quando la società lucerina era prevalentemente rurale, esisteva una figura, figlia della medicina popolare tradizionale, che era l’antenato del moderno ortopedico e dello specialista in osteopatia: U CUNZAÚSSE (l’aggiusta ossa).
Un praticone, senza formazione specifica, ma dotato di capacità e conoscitore di pratiche tramandate in famiglia da generazioni, che interveniva per risolvere problemi di lussazioni, contusioni alle ossa e , persino, di fratture.
Mentre il paziente era tenuto fermo l’ aggiusta ossa tirava il piede, il braccio, la spalla, ecc., che rimetteva al suo posto. Poi provvedeva a ingessare l’osso contuso o fuori posto o rotto con una sorta di primitiva ingessatura, “a stuppate” ottenuta con un impiastro preparato in un recipiente con il bianco dell’uovo sbattuto a neve, nel quale si inzuppavano fili di canapa, detta ”a stoppe”, da cui appunto il termine “stuppate”. L’impiastro ottenuto lo si applicava sulla parte interessata, e, dopo che iniziava a indurirsi, si stringeva il tutto con una fascia.
Per informazione, veniva usato l’albume perché è antiedemigeno, cioè era in grado di ridurre la ritenzione di eventuali liquidi formatesi sulla parte interessata.
Questi trattamenti erano efficaci quando a praticarli era una persona esperta come GGIUVÍNE ‘A STAGNARE, MATTEIUCCE, CÀRMENE ‘A VANGELÌSTE. Quando intervenivano altri, poco pratici, si poteva verificava che il problema non solo non si risolveva ma si aggravava con il malcapitato che rimaneva storpio, “struppejate”.