Erano il comunissimo “Eritema da scaldino” (livedo reticularis), cioè un’infiammazione della pelle delle gambe, con la comparsa di macchie rosse circolari, dall’aspetto reticolato che si creavano a causa di una prolungata esposizione al calore, quando nelle serate d’inverno, al centro della casa, veniva posto il braciere (u vrascíre), unica fonte di calore esistente.
Si sistemava la base, una pedana circolare in legno a forma di ciambella (u pédavrascìre), con il foro centrale dove si infilava il braciere, in rame o in ferro. Sulla pedana, a protezione del braciere, si appoggiava l’asciugapanni (u ssciugapanne) a forma di cupola di legno o giunco, con attorno tutta la famiglia. Anche se le gambe erano ben protette, la troppa esposizione al calore d’u vrascíre provocava il loro insorgere, con un prurito tremendo.
Nelle nostre case ben riscaldate con tecniche moderne, sono definitivamente scomparsi, ma continuano a manifestarsi in quelle persone che si espongono altre fonti quali borse di acqua calda, impacchi caldi, fornelli, ecc.