I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.
“CÁCCE FÓRE U RESOREJE!”

Traduzione: (Offri il rosolio! )
Significato: “ Il rosolio è una bevanda liquorosa molto semplice e di bassa gradazione preparata in casa secondo ricette antiche tramandate da madre in figlia ”
Curiosità: “ Il rosolio è un tradizionale liquore tipico di Lucera e di tutto il Sud Italia. Esso nasce nei conventi, con le suore che mettevano a macerare nell’alcool i petali di rosa così da ottenere una bevanda dall’aroma intenso ma delicato. Successivamente furono realizzati altri tipi di rosoli, utilizzando erbe aromatiche o frutta, da cui presero fragranza e nome.. In tempi più vicini a noi furono utilizzati gli “estratti per liquori”, tra i quali, i più famosi, erano l’Alkermes, il Maraschino, il Mandarinetto, la Crema caffè, la Strega di Benevento, l’Anisetta, ecc. Gli estratti, prodotti da una premiata ditta di Torino, erano miscelati con una soluzione di alcool, acqua e zucchero per avere il rosolio. Questi estratti, in dialetto “U SÈNZE PE FFÀ U RESOREJE”, erano acquistati nelle drogherie, come la drogheria VOZZA di VINCENZO NASSISI, ubicata in Via IV Novembre oppure da “ U BBESCUTTÁRE “, “ ammizz’a chiázze “. Il rosolio, imbottigliato in eleganti bottiglie di vetro decorato, era un elemento importante nella vita relazionale delle famiglie lucerine. Sempre presente, praticamente insostituibile, nelle celebrazioni liete come matrimoni, battesimi, cresime, fidanzamenti che si tenevano in casa. Allora non c’era il boom delle cerimonie sontuose fatte in locali pubblici, e l’idea del locale pubblico, del ristorante non si era ancora fatta strada. Il rinfresco era fatto esclusivamente in casa, servendo dolci e rosoli, di colori diversi per far notare agli invitati l’abbondanza. Il rosolio era tirato fuori anche in altre occasioni come un onomastico, un compleanno, una visita, un incontro: il senso dell’ospitalità non consentiva di mandare via l’ospite senza avergli offerto un bicchierino di rosolio, unitamente a ‘i frù-frù, ‘i marètte e ‘i ssciù “. Il rosolio era un liquore adatto a tutti, anche alle signore, tanto da essere definito “ il liquore delle signore “, per il sapore dolce e la bassa gradazione alcolica. Un liquore che le donne potevano gustare in un’epoca in cui erano tradizionalmente escluse dal consumo di vino a tavola ed erano guardate con poco rispetto se lo bevevano. I liquori industriali, come Whisky, Cognac, Brandy, Vodka, erano poco conosciuti.. I ragazzi di oggi, forse, non sanno cosa sia il rosolio, ma conoscono i tanti liquorini domestici che sembrano essere tornati di moda per deliziare il fine pasto. “.
Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca