I CALÈNNE DE SANDA LUCIJE, sono un metodo empirico dei vecchi contadini della zona di Lucera (e non solo) per fare le previsioni stagionali del tempo che farà, e, parlarne, senz’altro rappresenta un recupero della memoria e della nostra cultura popolare.
In effetti non c’è niente di scientifico, ma ancora oggi esiste l’antica convinzione che esso ha una certa attendibilità. pratica,una volta, i nostri contadini, osservando il cielo e scrutandone la variabilità durante il giorno, cominciavano a fare le cosiddette “Calènne” (Le calende di Santa Lucia), cioè un sistema induttivo per prevedevere le condizioni meteorologiche dei diversi mesi dell’anno successivo.
Il meccanismo sembra complesso ma in realtà è più semplice a farlo che a dirlo. A partire dal 14 dicembre, cioè i dodici giorni prima di Natale, ogni giorno che seguiva la festa di Santa Lucia (13 dicembre) rappresentava un mese dell’anno ed i contadini traevano auspici sul carattere meteorico di ognuno di essi, osservando il tempo di ciascun giorno successivo a Santa Lucia e fino a Natale.
Nel senso che se il giorno 14 che corrisponde a gennaio,era bello, gennaio sarebbe stato bello; e se il 15, che è febbraio, era piovoso, piovoso sarebbe stato quel mese, e così via.
Il giorno di Natale corrisponde al mese di dicembre. Alcuni usavano un metodo diverso. A partire dal 1 dicembre ogni giorno corrispondeva ad un mese: il 1 gennaio 2 febbraio ecc. Santa Lucia si saltava e poi si riprendeva dal 14, ma a ritroso, cioè il 14 era dicembre, il 15 novembre e così via. Poi si faceva una specie di media tra le due date per avere una previsione meteo dell’intero mese. Sembra che la previsione ha un 70 – 75 % di corrispondenza. Verificare non costa nulla e chissà se, anche in questo caso, potremo dire che i vecchi contadini, con l’osservazione e la rilevazione dei fenomeni naturali, avevano ragione.
[LINO MONTANARO BIOGRAFIA E PUBBLICAZIONI PRECEDENTI]
La foto scelta per la copertina di questo articolo è opera di Leonardo Del Gaudio che ringraziamo per il prezioso contributo.